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Alcuni consigli pratici per un curriculum vitae efficace

Alcuni consigli pratici per un curriculum vitae efficace

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Il documento più scontato del processo di selezione del personale potrebbe esserti costato qualche colloquio importante

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Qualche tempo fa leggevo sull’edizione online del Corriere della Sera un interessante e provocatorio articolo dal titolo “Di mestiere spedisco curriculum”, in cui, parafrasando Guccini, l’autore sosteneva che il “Il curriculum vitae è morto. Il curriculum vitae è risorto.”

In effetti, il curriculum vitae dei nostri genitori, ma forse solo del nostro cugino più grande, non esiste più. E’ cambiato, modificandosi insieme ad un mercato del lavoro caotico che segue comunque le sue leggi. Ormai abbiamo capito che il caro vecchio cv a taglia unica, modificato giusto una volta ogni tanto per togliere le ragnatele non serve più a nulla. Se ad un’offerta ridotta di posti di lavoro si contrappone una ridda di candidati pronti a sgomitare, forse è il caso di rivedere l’approccio con cui ci si propone alle aziende.

Facciamo una prima distinzione utile tra le varie tipologie di curriculum.

  • Il curriculum vitae in formato europeo

Personalmente lo trovo una delle invenzioni più orribili mai partorite dalla mente umana. Esteticamente inguardabile, raggiunge almeno 4 pagine già solo per un neodiplomato, ed è il cruccio di ogni selezionatore aziendale. In alcuni casi, però  (scuole, università, enti di formazione) il cv in formato europeo è obbligatoriamente richiesto. Pertanto è bene averne una copia aggiornata sempre sotto mano, in caso sia esplicitamente necessario, ma è sconsigliato utilizzarlo come formato principale di cv, specialmente se si punta su grosse aziende private. Per prepararlo ed aggiornarlo velocemente è possibile utilizzare il sito Europass che, oltre ad aiutare nella redazione del cv tramite un intuitivo compilatore, offre la possibilità di scaricarlo in formato pdf+xml che rende più facile l’aggiornamento in un secondo momento.

  • Il curriculum vitae in formato sintetico

Questo è il formato di curriculum più consigliato da inviare come candidatura spontanea o in risposta ad annunci di lavoro (a meno che non chiedano specificatamente il famigerato cv in formato europeo). Il vantaggio di utilizzare questo formato di cv è quello di poter inserire le informazioni più rilevanti e importanti senza ingabbiature prestabilite. Sarebbe bene che non fosse più lungo di due facciate e questo richiede comunque un certa attenzione estetica e ordinata a come organizziamo il testo: ricordiamoci che vogliamo che il nostro curriculum sia letto! Utilizziamo, quindi, sapientemente spazi, maiuscole, tabelle ed elenchi puntati in modo da invogliare il selezionatore a leggerlo. Ovviamente, non dimentichiamo il contenuto!

  • Linkedin

Nell’era dei social network è anacronistico non avere un profilo Linkedin se si è alla ricerca di un posto di lavoro o di nuove opportunità per fare rete professionale. E’ facile, però, cadere nella trappola dei social: non basta aprire un account! I dati vanno inseriti con cura, aggiornati e soprattutto è bene interagire con gli altri utenti seguendo le pagine delle aziende che ci interessano e aderendo ai gruppi su argomenti professionali inerenti ai nostri obbiettivi di carriera.

Come farlo? Studiando i profili di persone già attive, leggendo tutorial online e soprattutto fidandosi delle indicazioni che lo stesso Linkedin suggerisce ai suoi utenti.

Il suggerimento più importante? Linkedin non è Facebook: niente foto in costume dell’ultima vacanza alle Baleari o post con micetti.

Infine, ecco alcuni consigli pratici per facilitare la lettura da parte di un selezionatore e fare una buona impressione fin da subito.

  1. Controlliamo che i dati personali siano aggiornati e le informazioni di contatto presenti: un selezionatore non ha tempo di fare la caccia al tesoro con il nostro numero di telefono!

  2. Inseriamo le esperienze professionali e formative in ordine cronologico dalla più recente alla più vecchia.

  3. Non dimentichiamo l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (D. Lgs. 196/2003).

  4. Scegliamo un indirizzo email professionale ed evitiamo di fornire quello che ci siamo creati in quarta superiore in un momento di folle innamoramento per l’attore/attrice del momento.

  5. Se decidiamo di inviare il nostro cv a più aziende contemporaneamente, prendiamoci il tempo di scrivere una email per ogni società, personalizzando l’intestazione. Non è molto attraente per un’azienda ricevere una candidatura spontanea indirizzata ad altri 30 indirizzi email.

  6. Se abbiamo un profilo Linkedin aggiornato, inseriamone l’indirizzo web (personalizziamolo appena il sistema ce ne dà la possibilità).

  7. Evitiamo di inserire competenze alla moda ma che non abbiamo davvero sviluppato. Come nelle favole, anche dei colloqui di lavoro le bugie hanno le gambe corte. Piuttosto riflettiamo bene su come valorizzare i nostri punti di forza e, se ci accorgiamo di avere delle lacune, frequentiamo dei corsi di formazione.


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