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Allenatori e genitori: come creare un’alleanza a favore degli piccoli atleti

Allenatori e genitori: come creare un’alleanza a favore degli piccoli atleti

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Due ruoli fondamentali che devono dare l’esempio e lavorare in sinergia

Approfondiamo in questo articolo un argomento iniziato in un post precedente: “Genitori: come favorire i propri figli nello sport – Alcuni stimoli di riflessione per favorire l’armonia costruttiva tra genitori, allenatori e piccoli atleti”.

Come già detto in precedenza, lo sport, specialmente per i più giovani, ha una grande valenza educativa e formativa. Pertanto le figure adulte, genitori e allenatori, presenti nella vita dei piccoli sportivi giocano un ruolo fondamentale. L’attrito tra la figura dell’allenatore e del genitore è una problematica abbastanza comune e sentita dalle società sportive.

Non per tutti i genitori è, infatti, facile delegare parte delle responsabilità educative ad un altro adulto. Inoltre, l’attività sportiva racchiude tutta una serie di significati, dalla competitività al successo, che possono far emergere una serie di aspettative e richieste, magari non proprio consapevoli, che si riflettono sui ragazzi e a cascata su chi si occupa di allenarli.

Vediamo allora alcuni spunti di riflessione su come gli allenatori possono favorire una relazione armoniosa con i genitori, in modo che i giovani sportivi possano concentrarsi sul divertimento nello sport.

#Sviluppare competenze comunicative

Parlare non significa necessariamente comunicare. Questo è un punto fondamentale da ricordare. Per essere dei bravi allenatori, oltre ad avere conoscenze tecniche specifiche e sulla preparazione atletica,  è importante sapere comunicare efficacemente e praticare l’ascolto attivo, sia con gli atleti che con le famiglie. Sono abilità a cui ognuno di noi è più o meno naturalmente portato ma che vanno sviluppate attraverso lo studio, la formazione e l’esperienza. Queste competenze passano anche per una buona consapevolezza emotiva ed una efficace gestione dello stress.

# Favorire una corretta conoscenza dello spirito sportivo

Una delle cose più importanti del praticare uno sport è la possibilità di sperimentare cosa significhi il fair play, ovvero una corretta etica sportiva in cui si rispettano le regole, l’avversario  e l’ambiente in cui si muove. Ma non è detto che tutti i genitori abbiano avuto la fortuna di fare questa esperienza. Magari perché è la prima volta che si avvicinano al mondo dello sport, oppure perché hanno avuto esperienze del tutto opposte nel loro passato. Essere espliciti con le famiglie rispetto a come si desidera che ci si comporti in campo o in palestra è una opportunità per gli allenatori per co-costruire con allievi e genitori un ambiente sereno e produttivo.

# Mettere i piccoli atleti al centro

Anche se ci sono contrasti piuttosto evidenti, è bene non dimenticare che i protagonisti sono i ragazzi e che sia allenatori che genitori hanno a cuore il loro benessere e la loro felicità. E’ utile ricordarsene quando i disaccordi possono portarci a cercare di farci avere ragione sull’altro piuttosto che mettere al centro di tutto il bene dei più piccoli.

Specialmente quando non si ha tanta esperienza come allenatori, è difficile trovare il giusto equilibrio tra la propria responsabilità tecnico-sportiva e l’affetto e la stima che si provano per i giovani atleti che si allena. Come si fa a capire quale è il limite tra il mettersi a disposizione dei piccoli sportivi e delle loro famiglie ed essere troppo coinvolti in termini emotivi?

E’ necessario trovare una propria bussola personale. Per esempio, quando ci si trova davanti a situazioni complicate o spinose si potrebbe domandarsi “questa cosa che sto dicendo/facendo è utile per mio atleta o sto rispondendo a bisogni/richieste solo miei o del genitore?”.

#Coinvolgere le famiglie delineando dei confini

Il supporto della propria famiglia per un giovane atleta è fondamentale sia per riconoscerne i successi, sia per aiutarlo in un momento di difficoltà come un infortunio o di performance non troppo brillanti. Non va, quindi, sottovalutato ma anzi va incoraggiato il ruolo che hanno le famiglie durante un pre-gara o pre-partita o in momenti critici. E’ utile fare in modo che allenatori e famiglie siano allineati su ciò che è più importante per un atleta in un determinato momento. Se si lavora tutti nella stessa direzione, se ne guadagnerà in coerenza e chiarezza, favorendo, dunque, la tranquillità degli atleti, delle famiglie e degli allenatori.

E’ chiaro, però, che è importante mantenere una chiara separazione dei ruoli tra genitori ed allenatori. I primi si occupano di tutto quello che avviene a casa, i secondi di quello che succede in campo (o in palestra, in pista, in piscina …).

#Chiamare esperti per trattare argomenti specifici

Intorno al mondo prettamente sportivo ruotano molte tematiche che riguardano il benessere: come per esempio l’alimentazione, le corrette posture, la sessualità  ma anche la gestione delle emozioni e dei conflitti. Il ruolo dell’allenatore è quello di allenare gli atleti, mentre su tutti questi argomenti di contorno ma decisamente molto importanti che possono influenzare la pratica sportiva ma anche, e soprattutto, la quotidianità dei ragazzi, può avvalersi di esperti esterni competenti che spieghino, per esempio, l’importanza di una corretta alimentazione o perché non si possono sovraccaricare i piccoli sportivi di eccessive aspettative di performance o vittoria. In questo modo sarà possibile creare una rete informativa intorno agli atleti e ai genitori.

I giovani, infatti, passano la maggior parte del proprio tempo tra la scuola e l’attività sportiva che praticano. Sono momenti non solo formativi, ma anche di aggregazione e la società sportiva può diventare un punto di riferimento per le famiglie che si muovono all’interno di un mondo complesso che offre molte sfide e, spesso, anche informazioni contrastanti.

Così come quando penso alla scuola non penso solo alle nozioni che vengono insegnate ma anche a tutto quell’insieme di valori e competenze che si imparano e ci aiutano a diventare adulti, così lo sport non è solo tecnica, non è solo la gara o la partita, decisamente non è solo la medaglia o la coppa. E’ anche una occasione di incontro e confronto che dovrebbe aiutarci a crescere giorno per giorno.

In conclusione, chiarezza, coerenza, empatia e comunicazione aperta sono gli ingredienti base di una buona relazione tra famiglie e allenatori. Un esempio concreto di competenze di vita di cui gli atleti, anche i più piccoli, potranno fare tesoro nella loro quotidianità.


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