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Ansia e attacchi di panico: quando chiamare la psicologa?

Ansia e attacchi di panico: quando chiamare la psicologa?

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Capiamo insieme quando è il momento di chiedere l’aiuto di una professionista

Ansia e attacchi di panico sono fra i disturbi probabilmente più diffusi nei nostri tempi. La vita frenetica, i numerosi stimoli che riceviamo continuamente, l’incertezza economica, la spinta ad essere sempre perfetti/e e al massimo, sicuramente contribuiscono alla diffusione di questo tipo di disturbo.

Se fino a qualche anno fa, lo stigma di soffrire di un qualche disturbo psicologico rendeva praticamente impossibile un dialogo aperto e sincero sull’argomento, negli ultimi anni diversi personaggi famosi hanno scelto di rendere pubblico il loro rapporto con ansia e attacchi di panico come la cantante Adele e le attrici Kristen Stewart e Emma Stone, tanto per fare degli esempi, insomma se soffri di ansia e/o attacchi di panico sei in ottima compagnia.

La buona, anzi ottima notizia, è che si può fare tantissimo per aiutarti a riconoscere e gestire questa tua problematica. La psicoterapia è un’ottima alleata. Alcune persone utilizzano anche degli psicofarmaci, chiedendo la consulenza dello psichiatra, che è l’unico che specialista che dovresti contattare quando stai valutando una terapia farmacologica per un disturbo psicologico.

Alcune persone mi contattano per aiutarle con le loro problematiche di ansia e di attacchi panico, preoccupati che li prenda in terapia solo se accompagnano alle nostre sedute una terapia farmacologica. Don’t worry. La scelta di assumere farmaci oppure no è sempre tua, insieme possiamo valutare se può essere utile per te e comprendere come possiamo eventualmente collaborare con lo psichiatra che sceglierai.

Ma non tutte le persone che soffrono di ansia e attacchi di panico devono per forza scegliere la via farmacologica per gestire questo tipo di disturbo, anzi nella mia esperienza, ci sono stati molti pazienti che hanno risolto la loro problematica senza chiedere aiuto allo xanax. Il punto è che:

ogni persona è diversa e quindi per ogni persona si valuta il percorso terapeutico più utile

E veniamo al titolo di questo posto: quando chiamarmi?

La mia prima risposta è: il prima possibile.

L’ansia e gli attacchi di panico spaventano così tanto perché rendono la vita quotidiana molto più terrificante di quello che dovrebbe essere. L’esperienza di vivere un attacco di panico è così intensa e orribile che le persone (ovviamente) cercano in tutti i modi di evitare che l’evento di ripresenti e questo a volte significa evitare tutta una serie di situazioni in cui l’attacco di panico potrebbe ripresentarsi.

Spesso si tratta dell’auto o del treno, oppure di luoghi affollati come cinema e ristorante.

Quindi, se chiedi aiuto prima che si instauri questo (pur comprensibile) meccanismo di evitamento il lavoro che faremo insieme sarà con tutta probabilità un po’ più facile e più veloce, rispetto ad iniziare un percorso dopo 5 anni di uscite saltate e attività mai più fatte.

Questo non significa che non si possa comunque lavorare insieme in maniera efficace anche in una situazione che ormai è diventata la tua normalità. Solo che probabilmente dovrai avere un po’ più di pazienza, perché abitudini (che pur ti portano sofferenza) così radicate sono difficili, ma non impossibili, da contrastare.

Personalmente in questi casi, propongo dei colloqui di psicoterapia, in cui cerchiamo di capire insieme in che modo l’ansia e gli attacchi di panico sono entrati a fare parte del modo in cui costruisci il mondo. A volte possono essere la conseguenza di esperienze traumatiche oppure di malattie acute e croniche e quindi i colloqui servono anche ad aiutarti a gestire questi vissuti.

Trovo utile, inoltre, se la persona è disponibile, introdurre delle semplici tecniche di rilassamento ed eventualmente delle pratiche di meditazione, che vedremo insieme e per gradi. Molto spesso, le persone arrivano nel mio studio avendo già provato alcune di queste soluzioni perché si sono giustamente documentati/e online. Altrettanto spesso queste tecniche non sono state di aiuto perché non vengono praticate come dovrebbero.

Infine, anche utilizzando dei supporti cartacei, come delle schede o diari schematici, possiamo concordare insieme dei piccoli esperimenti da fare per provare delle maniere alternative di affrontare le tue difficoltà.

In conclusione, chiamami quando te la senti, perché il punto è che non sei costretto/a ad organizzare la tua vita intorno alla tua ansia o ai tuoi attacchi di panico. Hai tutte le possibilità di tornare a vivere serenamente.