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Comunicazione efficace: è solo questione di tecnica?

Comunicazione efficace: è solo questione di tecnica?

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Quali altri fattori possono influenzare il modo in cui comunichiamo con gli altri?

Mi capita abbastanza spesso, sia quando parlo di colloqui di lavoro, sia durante lo sportello di ascolto dedicato agli studenti di una scuola superiore locale, di ricevere domande e trovarmi a parlare di come si possa comunicare più efficacemente. A tutti noi è capitato di ricevere (o di vedere un/una compagno/a ricevere) la seguente valutazione da parte di un insegnante a scuola:

“eri preparato/a ma non ti ho visto sicuro/a”

Con il conseguente risultato che ci siamo ritrovati con un voto magari anche inferiore a quello di qualcuno che era probabilmente molto meno preparato di noi ma che, con la sua sicurezza e piglio deciso, ha impressionato maggiormente l’insegnate.

E scenari simili, si ripetono anche da adulti nelle selezioni del personale:

“quel candidato era competente, ma il suo atteggiamento non mi ha convinto”

Insomma, le nostre esperienze sul campo, confutano la comune idea che la comunicazione umana stia tutta nel contenuto di ciò che diciamo: “se dico le cose bene e in modo giusto, sicuramente sarò compreso/a e valutato/a positivamente”. Ma ormai molti studi hanno dimostrato che la comprensione del messaggio che qualcuno sta cercando comunicarci si basa prevalentemente sul non verbale (mimica, gesti, postura …) e sul para-verbale (il tono della voce, il ritmo del discorso, espressioni sonore come schiarirsi la voce …) piuttosto che sul verbale, ovvero le parole che diciamo.

Questo ci aiuta comprendere come mai spesso cadiamo nel tranello di pensare che se noi vogliamo comunicare “x” gli altri devono necessariamente capire “x”, mentre molto più frequentemente ci rendiamo conto che, invece, hanno capito “y”. In altre parole, la comunicazione non dipende solo da me che cerco di emettere un messaggio, ma si costruisce nell’interazione tra me e le persone a cui voglio dire qualcosa.

Un comunicazione è efficace, dunque, se teniamo conto non solo di cosa stiamo dicendo, ma anche di come lo stiamo dicendo, in quale contesto e a chi.

Ma se fosse tutto così semplice, ci basterebbe imparare un po’ di teoria della comunicazione, studiare un po’ di tecniche persuasive e saremmo tutti provetti comunicatori. Certo, teoria e tecniche sono un grande aiuto, perché ci forniscono una cornice di riferimento, ma da sole non bastano.

La comunicazione nasce nell’interazione, nella relazione con le altre persone.

Ed è qui che cominciano le difficoltà per molti di noi: per motivi svariati e molto diversi fra loro, inciampiamo sulle relazioni. Ecco perché quando si decide di intraprendere un percorso per sviluppare le proprie competenze per comunicare efficacemente, le tecniche sono un tocco finale, la ciliegina sulla torta. Affinché ci siano veramente utili, dobbiamo partire da noi stessi, dalla comprensione di come guardiamo e ci muoviamo all’interno del nostro mondo relazionale. 

Per spiegarmi meglio sarebbe come studiare in un libro le tecniche per correre i 400 ostacoli e pretendere di diventare così degli ostacolisti provetti, senza avere prima fatto una seria preparazione atletica.

Insomma, in maniera non poi così sorprendente, quando si tratta di relazioni umane, ancora una volta è necessario iniziare il percorso da noi stessi.

[Per un approfondimento su queste tematiche si consiglia “La Pragrmatica dellaComunicazione Umana” di Paul Watzlawick, di cui a questo link si possono trovare spiegati gli assiomi, anche attraverso l’uso di vignette umoristiche.]