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Consiglio o body shaming?

Consiglio o body shaming?

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Come capire se qualcun* ci sta effettivamente dando un consiglio o se sta facendo body shaming con scapellamento verso la grassofobia

Prima di cominciare, inserisco un paio di definizioni di termini usati, perché mi rendo conto che non tutt* potrebberli conoscerli:

body shaming (body-shaming) s. m. inv. Il fatto di deridere qualcuno per il suo aspetto fisico. Il body shaming è un ciclone di commenti offensivi, sarcastici e velenosi, su chi si mostra “troppo grasso”, “troppo magro” o semplicemente ha un corpo che non corrisponde ai parametri imposti dalla società. Espressione ingl. composta dal s. body (‘corpo’) e dal v. sostantivato shaming (‘il far vergognare qlcu.’). [Treccani]

Grassofobia: insieme di comportamenti offensivi e/o discriminatori verso le persone grasse

La riflessione arriva perché in una calda domenica di luglio una nota imprenditrice e influencer del mondo beauty ha postato tra le sue storie instagram un clickbait da manuale: un link ad un post in cui si suggerivano tutti i trucchi per comprare costumi da bagno che nascondano la cellulite.

E’ nato un (devo dire) interessante dibattito online (sul mio profilo instagram) sul fatto che è ora di finirla con il postare contenuti di questo tipo, zeppi di body shaming con deriva grassofobica, facendo passare il messaggio che i corpi vanno scolpiti, modellati, modificati, affamati e, se ciò non basta, nascosti, pena la pubblica vergogna

Ciò che ho trovato veramente interessante, è stato che in molte persone mi hanno scritto in dm (messaggio privato di instagram) per esprimermi i loro dubbi:

ma questo tipo di messaggio è davvero body shaming o è solo un consiglio?

La risposta è: sì, è bodyshaming!

Ogni volta che ci viene detto che dobbiamo nascondere o mimetizzare una parte del nostro corpo. Ogni volta che ci dicono “tu sei una donna pera/mela/avocado/ananas/banana” e quindi NON PUOI metterti i crop top  (magliette o canotte che lasciano scoperta la pancia) o la gonna al ginocchio o il costume alla brasiliana, ci stanno dicendo che abbiamo un corpo non conforme a ridicoli standard disumani e, quindi, questo ci toglie (ovviamente!) la possibilità di alzarci la mattina e infilarci quel cavolo che vogliamo addosso.

Hai la cellulite, non ti meriti di vestirti come meglio credi, devi nasconderti! E sti cavoli

Il meccanismo è così subdolo e introiettato dentro di noi che non lo vediamo nemmeno più! Pensiamo che sia un consiglio spassionato da qualcun* che vuole solo il nostro bene.

“E’ per valorizzarti“, dicono. Un paio di biglie!

Chi ci vuole davvero valorizzare ci aiuta a vedere maggiori alternative, ad uscire dalla nostra zona di comfort e a provare ciò che non avevamo mai pensato di poter osare prima di oggi, non ci dice di nasconderci e limitare il nostro mondo.

Questo significa che tutte le persone che di professione fanno i/le consulenti di immagine fanno body shaming? Certo che no! Come per ogni professione ci sono diversi modi di portarla avanti. So per certo che parecchie mie colleghe fanno body shaming verso se stesse o verso i/loro pazienti  senza, purtroppo, rendersene nemmeno conto.

Lo spartiacque tra consiglio e bodyshaming secondo me è questo: la persona che hai davanti ti sta facendo vedere un aspetto che non avevi mai preso in considerazione della tua retorica vestimentaria e ti sta aiutando a scoprire nuovi modi di esprimerti? Ottimo, è un consiglio.

La persona che hai davanti ti sta, al contrario, limitando, dicendoti che non puoi fare/dire/indossare qualcosa, che sarebbe meglio nascondere questo o quello? Benissimo, quello è body shaming.

Arrivare ad indossare tutto ciò che si vuole con soddisfazione, camminando sopra le critiche e le frecciatine di un mondo che vuole limitare i corpi non è facile. Non sto dicendo che tutt* domani dobbiamo per forza indossare abiti che scoprono le parti di noi con cui ancora non abbiamo fatto la pace.

Volersi bene può essere un percorso lungo e accidentato, ogun* di noi deve trovare la sua strada. Qualsiasi essa sia, fa che sia una tua scelta consapevole.

Sono una psicologa psicoterapeuta e lavoro a Rovigo e online. Mi occupo del benessere psicologico di adulti e adolescenti.