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Genitori: come favorire i propri figli nello sport

Genitori: come favorire i propri figli nello sport

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Alcuni stimoli di riflessione per favorire l’armonia costruttiva tra genitori, allenatori e piccoli atleti  

L’attività sportiva dovrebbe essere una parte molto importante della vita degli esseri umani. Non è solo una questione di benessere fisico. Attraverso l’attività sportiva si sviluppano e si mantengono competenze fondamentali come la socialità e l’empatia. Si imparano a gestire le difficoltà e le delusioni, ansie e stress e, soprattutto, ci si diverte. Ecco perché, con le dovute considerazioni rispetto all’età, lo sport dovrebbe sempre trovare posto nella nostra quotidianità.

Naturalmente per i bambini lo sport è un’attività ricca di stimoli e potenzialità per crescere divertendosi. Per diversi motivi può capitare che molti bambini o adolescenti perdano la motivazione o affrontino le attività sportive con eccessiva ansia e preoccupazione. Questo oltre a fare loro vivere momenti di disagio può ripercuotersi negativamente sulla pratica sportiva nell’età adulta.

I genitori possono fare molto per aiutare i loro figli a vivere con entusiasmo e fair play lo sport. Vediamo alcune riflessioni utili su queste tematiche.

#1 – Lasciare che i figli trovino la propria dimensione nello sport

Ognuno di noi può avere dei rimpianti. Alcuni possono essere legati al mondo dello sport. Per tanti motivi diversi possiamo non avere avuto la possibilità di praticare la disciplina che volevamo quando eravamo piccoli, e possiamo essere portati a voler vedere realizzati quei sogni attraverso i figli.

Una delle cose più difficili del “mestiere” di genitori è riconoscere che i figli sono persone distinte e diverse da noi e che percorreranno nella vita la strada che loro decideranno di tracciare per se stessi.

Questo vale anche per lo sport: possiamo fare delle proposte ma, in ultima analisi, dovremo lasciare che siano loro a scegliere. Anche se decidessero di interrompere, per esempio, una tradizione sportiva famigliare per inseguire altre discipline. Perfino, se dovessero scegliere uno sport che non conosciamo e che non ci piace.

#2 – Dare spazio all’allenatore di fare il proprio mestiere

Non è sempre semplice affidare i propri figli ad un’altra figura adulta. Lo si fa, però, quando si portano i ragazzi a scuola, e lo fa si quando li si porta ad allenare per il loro sport. Per i bambini e gli adolescenti è molto importante potersi confrontare con adulti che non siano i propri genitori e che ricoprano dei ruoli autorevoli.

E’ un altro importante tassello di crescita per imparare a dialogare con persone che non sono considerate dei “pari” a livello sociale. Mantenere una coerenza e chiarezza di ruoli, separando le responsabilità di un genitore da quelle di un allenatore aiuta i ragazzi a vivere più serenamente la sua vita sportiva e la sua vita famigliare, evitando ansie, conflitti e confusione.

#3 – Lasciare ai ragazzi la possibilità di sbagliare

Nello sport come nella vita si può sbagliare. Anzi, si deve sbagliare! Senza gli errori non possiamo imparare, non possiamo crescere né evolverci. Imparare a considerare l’errore non come una catastrofe ma come una possibilità di fare esperienza aiuta grandi e piccoli a vivere con serenità, imparando a gestire in maniera efficace stress ed emozioni e a non diventare preda di ansie e paure.

Vostro figlio sbaglia qualcosa durante l’allenamento, la partita o la gara? Peccato, la prossima volta andrà meglio se leggeremo tutti in questo errore una grande opportunità di fare qualcosa di diverso da ora in poi.

→Abbiamo approfondito la tematica dell’importanza dell’errore in questo articolo.

#4 – Vivere il fair play e non predicarlo solo

I più giovani imparano sicuramente da ciò che diciamo loro a parole. Ma noi impariamo soprattutto dai comportamenti. Se diciamo ai ragazzi di essere educati e corretti e poi attacchiamo briga con i genitori degli avversari, stiamo mandano un messaggio prima di tutto non coerente e in secondo luogo assolutamente diseducativo.

Se attribuiamo sempre la colpa degli insuccessi all'”arbitro venduto” o all’incapacità dei compagni di squadra impediamo ai ragazzi di assumersi le proprie responsabilità e imparare a gestire la frustrazione che possiamo provare tutti quando facciamo tutto per bene e per qualche ragione da noi non controllabile le cose non vanno come sperato.

→Abbiamo approfondito la tematica della lamentela in questo articolo

Lo sport è un’ottima possibilità sviluppare l’assertività, cioè a capacità di esprimersi senza calpestare gli altri. Nello sport si può imparare ad essere competitivi e dare sempre il massimo senza per questo mancare di rispetto per il proprio avversario. Questa è una life skill, o competenza di vita, fondamentale per diventare adulti empatici ed equilibrati.

Per un genitore non è sempre facile lasciare che i propri figli “facciano da soli”. Verrebbe voglia di spianare la strada dagli ostacoli e di non vederli fare né fatica né incontrare difficoltà.

Crescere, invece, è fatto proprio di questo: fare con calma e con sempre meno supervisione esperienze anche non necessariamente piacevoli, ma che ci fanno imparare a gestire delusioni e frustrazioni e a gioire ancora di più dei momenti felici.