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La costanza dell’ansia

La costanza dell’ansia

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L’ansia fa parte della natura umana, imparare a gestirla è l’unico modo per non esserne schiavi

articolo tradotto in italiano e riadattato da “We’ll always be anxious. Here’s what to know about it.” di Lee Breslouer www.headspace.com

Quante volte abbiamo sentito dire che ansia e stress sono la malattia del mondo contemporaneo. Eppure negli anni ’50 il filosofo Alans Watts scrisse: “La saggezza dell’insicurezza: un messaggio per l’epoca dell’ansia”. Nel 2009 Anthony Scioli e Henry B. Miller scrissero “Speranza nell’epoca dell’ansia”. Un altro libro ha appena festeggiato i 20 anni dalla pubblicazione: “Trovare serenità nell’epoca dell’ansia” di Robert Gerzon, psicologo psicoterapeuta ormai in pensione.

A noi esseri umani del 21esimo secolo potrebbe sembrare assurdo che la gente degli anni ’50 pensasse di vivere nell’epoca dell’ansia. Che cosa li rendeva ansiosi? Molte delle fonti d’ansia odierne spesso derivano da qualcosa letto sul nostro smartphone oppure visto su un canale di notizie 24 ore su 24, tutte cose che ovviamente allora non esistevano. Ma leggendo Alan Watts, è subito chiaro che descrive l’ansia in un modo ancora oggi attuale, tanto che il filosofo vedeva nella tecnologia un potenziale problema:

“i miracoli tecnologici ci fanno vivere un mondo meccanico e frenetico, violento per la biologia umana, permettendoci di inseguire il futuro in maniera sempre più veloce”.

Ovviamente Watts non scoprì il concetto di ansia nel 1951, ma il filosofo inglese fu uno dei primi a cercare di portare la filosofia asiatica in occidente.

Secondo Gerzon, Watts era un pioniere in questo campo, e fu una delle poche persone che si preoccupò dei potenziali aspetti negativi della tecnologia sulle persone vissute negli anni ’50 e ’60.

“aveva capito che era necessario sviluppare una maggiore consapevolezza”

Il mondo del 2017 è molto diverso, ma una cosa resta invariata: molte persone soffrono d’ansia. Gerzon dice:

“l’ansia è parte del nostro sistema nervoso. E’ parte di ciò che siamo. E’ un segnale di avviso tempestivo che ci allerta sia quando ci sono minacce sia in caso di opportunità”.

L’ansia fa parte dell’esperienza di tutti gli esseri umani, non solo di quelli che ne soffrono negativamente.

Come già detto altre volte in questo blog, l’ansia è una delle parti fondamentali di una vita sana, nella misura in cui siamo disposti ad essere consapevoli di questo stato e a non negarlo.

Secondo Gerzon a partire dalla Rivoluzione Industriale gli esseri umani si sono sentiti sempre più ansiosi. Nel suo libro “Human Earth Awakening”, lo psicologo sostiene che è fondamentale che le persone smettano di focalizzarsi “sull’ansia del momento” e valutino se ci stiamo evolvendo o involvendo come società.

Quando ci troviamo a gestire dei cambiamenti nella nostra vita (ma anche cambiamenti sociali), possiamo provare più ansia, è normale.

Se utilizziamo l’ansia come un catalizzatore per cambiamenti positivi può essere una grande opportunità. Possiamo, in altre parole, fare delle scelte che ci mettano nelle condizioni di essere attenti e consapevoli al tipo di esperienza a cui ci dedichiamo. Gerzon consiglia:

“disconnettetevi da internet. Meditate, camminate nella natura, fate sport. Quando la nostra vita è equilibrata, siamo più stabili per affrontare il mondo”.

Quante volte, infatti, ci capita di rilassarci davanti a quegli stessi schermi (smartphone, tablet, tv, pc) che sono anche una parte di ciò che ci causa ansia?

Ci sono diversi modi per smettere di volgere continuamente il nostro sguardo e la nostra attenzione verso quegli schermi. Il tranello in cui cadiamo, infatti, è che più siamo ansiosi, più cerchiamo distrazioni, ma questo può portarci a percorrere sempre lo stesso circolo vizioso che si autoalimenta. La soluzione, anche se sembra contro intuitiva, è di diventare più consapevoli.

Consapevoli di ciò che ci fa stare bene, e ciò che ci causa disagio. Consapevoli di quando non siamo presenti a noi stessi, agli altri, al momento.

Insomma, quando avrai finito di leggere questo articolo, perché non vai a farti una bella passeggiata nel verde?

articolo tradotto in italiano e riadattato da “We’ll always be anxious. Here’s what to know about it.” di Lee Breslouer www.headspace.com

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