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L’anello di Re Salomone

L’anello di Re Salomone

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Ovvero, una storia che narra di preoccupazioni, tristezza e felicità

Lo scorso gennaio, ho avuto la fortuna di prendermi due giorni per partecipare ad uno workshop con Elana Rosenbaum, che ci ha guidati nello scoprire cosa la Mindfulness può fare per la gestione del dolore e della malattia.

Durante quelle splendide due giornate, Elana ci ha raccontato una storia della tradizione ebraica che per protagonista proprio il Re Salomone. Un racconto che non ha nulla a che vedere con il celebre libro di Konrad Lorenz.

La storia del Re Salomone è antica forse quasi quanto l’umanità stessa, e per questo sarebbe molto più adatta ad una narrazione orale. Facendo una ricerca online sulle sue origini mi sono, però, accorta che non c’è una versione scritta in italiano e quindi ho pensato di contribuire io. Ve la rinarro così come la ricordo, dopo averla sentita dalla voce di Elana Rosenbaum.

C’era una volta il Re Salomone, il cui regno era famoso per essere giusto e saggio.
Tra i suoi ministri, però, Re Salomone aveva un uomo molto orgoglioso e superbo, e il re volle insegnargli una lezione vita e lo convocò in udienza.

Il ministro era molto orgoglioso che il re avesse convocato proprio lui, e una volta al suo cospetto Re Salomone gli disse:

“Ministro, ho un compito per te. Dovrai portarmi un anello capace di trasformare un uomo triste in un uomo felice, e un uomo felice in un uomo triste. Hai tre giorni di tempo per completare la mia richiesta”.

“Certamente Sire! – rispose il ministro – avrete tra le vostre mani questo anello in men che non si dica”.

Così, il ministro lasciò la corte e si diresse dal miglior orefice della città. Entrò nella sua bottega e disse:

“Orafo! Sono qui per conto del Re! Dammi subito un anello capace di trasformare un uomo triste in un uomo felice, e un uomo felice in un uomo triste”.

L’orafo era molto spaventato, questo era un ministro del re, non voleva contraddirlo! Fu, comunque, costretto a rispondere che non aveva un anello del genere. Il ministro, adirato, se ne andò dalla bottega dell’orafo deciso a trovare l’anello da qualche altro suo concorrente.

Alla sera del primo giorno, però, dopo essere stato in tutte le botteghe degli orafi della città, nessuno aveva saputo trovargli un anello come quello richiesto dal re. Allora, il ministro pensò di rivolgersi ai suoi amici nobili. Sicuramente loro avrebbero avuto tra le loro ricchezze questo anello speciale.

“Amici! – disse il ministro – il re mi ha chiesto di cercare un anello speciale”.

Il più ricco dei nobili rispose subito “non preoccuparti! Abbiamo anelli con zaffiri e smeraldi e le pietre più preziose del creato per il nostro Re!”.

Purtroppo, però, in mezzo a tutte le loro ricchezze, i nobili non avevano un anello capace di trasformare un uomo triste in un uomo felice, e un uomo felice in un uomo triste.

Per i successivi due giorni, il ministro, sempre più sconsolato, si recò da tutti i mercanti della città, certo che almeno uno di loro avrebbero potuto aiutarlo a soddisfare la richiesta di Re Salomone. E, invece, ormai quasi alla fine dei tre giorni a sua disposizione era ancora a mani vuote.

Con passo sconsolato, le spalle ricurve ed una espressione sconfitta, il ministro si avviò verso la corte del Re per riportare il suo cocente fallimento. Ma poco fuori dalle mura del palazzo, vide un mercante e decise di tentate l’ultima volta.

“Mercante! – disse il ministro – il re mi ha incaricato di trovare un anello capace di trasformare un uomo triste in un uomo felice, e un uomo felice in un uomo triste, tu hai questo anello tra gli oggetti che vendi?”.

Il mercante prese un semplice anello di ottone, incise qualcosa all’interno e lo porse al ministro.

Il ministro lesse ciò che era scritto all’interno dell’anello e improvvisamente un sorriso gli illuminò il viso e con passo baldanzoso si avviò verso la corte di Re Salomone.

Il re stava dando un banchetto, era felice perché il suo regno viveva un periodo di pace e serenità e i suoi sudditi erano contenti. Vide il ministro avvicinarsi e, certo che non fosse riuscito a portare a termine il compito che gli aveva affidato, gli chiese:

“Ministro! Hai portato a termine il compito che ti avevo affidato? Hai trovato per me un un anello capace di trasformare un uomo triste in un uomo felice, e un uomo felice in un uomo triste?”.

Il ministro, sorridendo, si inchinò e gli porse l’umile anello di ottone che gli aveva dato il mercante.

Re Salomone lo prese, lesse l’iscrizione, e il sorriso che gli allargava le labbra si trasformò in un cruccio di tristezza.

E qui finisce la storia dell’anello di Re Salomone.

Puoi immaginare che cosa ci fosse scritto all’interno dell’anello? Quale frase può trasformare un uomo triste in un uomo felice, e un uomo felice in un uomo triste

La risposta è “This too, shall pass“, ovvero “Anche questo, passerà“.

In altre parole, il messaggio che Elana voleva darci, raccontandoci questa storia, è che nulla in questa vita è permanente e che, anche quando ci sembra di vivere qualcosa di insostenibile, prima o poi il vento cambierà anche per noi.


 

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