Home
Perché le aziende dovrebbero investire sulla prevenzione dello stress lavorativo

Perché le aziende dovrebbero investire sulla prevenzione dello stress lavorativo

Print pagePDF pageEmail page

Non solo obblighi previsti dalla Legge 81/08 ma un vero cambiamento verso buone pratiche nelle organizzazioni

Con l’introduzione anche in Italia della normativa sullo stress lavoro correlato, in teoria, il mondo aziendale dovrebbe essersi reso conto dell’importanza del benessere psico-fisico dei suoi lavoratori. Questo ovviamente non corrisponde sempre alla realtà quotidiana delle aziende italiane.

La legge 81/08, infatti, obbliga le organizzazioni a compiere determinati passi per valutare il livello di stress lavoro correlato in azienda ed eventualmente implementare determinate strategie di sviluppo e miglioramento nel caso in cui la valutazione abbia dato un esito che evidenzia un rischio abbastanza elevato di stress lavoro correlato. Molto spesso questi accertamenti (e gli eventuali passi successivi) sono visti proprio solo come un obbligo e non come una opportunità di fare davvero la differenza all’interno della propria azienda.

Per questo motivo, se la prima parte della valutazione non evidenzia particolari problematiche che richiedano, come previsto dalla legge, di procedere a pianificare degli interventi per sanare la situazione, il 99% delle organizzazioni si ferma lì, non ritenendo necessario organizzare, per esempio, dei corsi di formazione di prevenzione dello stress lavorativo. Il ragionamento probabilmente è che se la valutazione non evidenzia criticità è inutile investire tempo e denaro in attività preventive.

Comprensibile sicuramente, ma la mia sensazione è che si ricada molto più semplicemente nella solita strategia tutta italiana di “metterci la pezza” solo quando il danno è fatto piuttosto che agire d’anticipo e creare un ambiente lavorativo dove non si lavora contro lo stress ma verso il benessere.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e vedere perché forse varrebbe davvero la pena investire in formazione sulla prevenzione dello stress lavorativo prima di trovarsi nella situazione di essere obbligati a farlo. Partiamo per esempio dal fatto che in base ai calcoli dell’Health & Safety Executive britannico,

“almeno la metà di tutte le giornate lavorative perse sono connesse allo stress sul lavoro”.

L’interesse di una organizzazione a creare un ambiente non stressante, dunque, non è solo un obbligo di legge, ma un investimento intelligente a favore della propria produttività e della riduzione dei costi.

Molto spesso si pensa che lo stress lavorativo sia dovuto solo ad ambienti malsani o a mansioni particolarmente difficoltose o logoranti, ma non è necessariamente così. Il fenomeno è ben più complesso e coinvolge le risorse personali dei lavoratori in relazione ai loro pari e ai superiori all’interno di una determinata cultura aziendale.

“… Lo stress non è una malattia, ma una situazione di prolungata tensione può ridurre l’efficienza sul lavoro e può determinare un cattivo stato di salute. Lo stress lavoro correlato può essere causato da fattori diversi come il contenuto del lavoro, l’eventuale inadeguatezza nella gestione dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro, carenze nella comunicazione, ecc.” ( Accordo Quadro Europeo, 2008, art. 3)

L’azienda ha, dunque, molte possibilità di creare una organizzazione in cui siano implementate tutte le strategie consigliate per ridurre il rischio di stress lavoro correlato. Ma questo non basta. Un’azienda, infatti, non è solo organigrammi e orari, ma sono le persone, con le loro competenze, paure, punti deboli e di forza. 

“Lo stress si manifesta quando le persone percepiscono uno squilibrio tra le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a loro disposizione per far fronte a tali richieste” (European Agency for Safety and Health at Work, 2000).

Pertanto risulta estremamente efficace condurre dei training di prevenzione e gestione dello stress lavorativo proprio per minimizzare lo squilibrio di cui si parla qui sopra, aiutando manager e lavoratori a sviluppare le life skills necessarie per portare avanti un’organizzazione di successo.

Si pensa, per esempio, che un lavoratore o una lavoratrice completamente immerso/a nel suo lavoro, a cui dedica il 120% delle proprie risorse sia produttivo e un esempio da seguire. Il lavoratore stesso è convinto di stare agendo negli interessi propri e della propria organizzazione.

Ma non è così purtroppo. Questo aspetto è spiegato molto bene dal collega psicologo del lavoro Paolo Campanini in un articolo per Il Fatto Quotidiano.

“I più esposti sono quelli che presentano un iper coinvolgimento e che finiscono per identificarsi completamente con il proprio ruolo professionale”. Quando poi le cose non vanno per il verso giusto, tutta la costruzione comincia a vacillare. La fragilità del nostro sistema affettivo, sviluppatosi nella prima infanzia e nell’adolescenza, è direttamente collegato con i circuiti dello stress, e diventa fattore di rischio.

Fatte tutte queste premesse e considerazioni ecco perché è importante dedicare periodicamente almeno una giornata ad attività formative di prevenzione dello stress lavoro correlato. Lo scopo è differente dai preziosi corsi sulla sicurezza: in questo caso si lavora proprio sulle competenze emotive e relazionali dei lavoratori all’interno della loro specifica culturale aziendale.

Tipicamente un formazione di questo tipo si propone di fornire alcune indicazioni di base teoriche ma poi si concentra sulla formazione partecipata, esercitazioni e simulazioni, in modo da renderlo un momento davvero utile per i partecipanti, affinché possano cominciare ad applicare quanto imparato durante la formazione fin dal giorno successivo al rientro alla propria postazione.

Per esempio, si possono sviluppare le seguenti tematiche:

  • Che cos’è lo stress (cenni fisiologici e psicologici)

  • Lo stress lavoro correlato: che cos’è (cenni di normativa vigente)

  • Il burn-out: riconoscerne i sintomi tempestivamente

  • Gestire lo stress: strategie individuali

  • Gestire lo stress: strategie di gruppo

  • Comunicazione efficace e gestione delle emozioni

  • Ascolto attivo e Gestione efficace dei conflitti

  • Tecniche di rilassamento

Per maggiori informazioni, è consultabile la sezione Corsi dedicata alla Gestione dello Stress e prevenzione del Burn-Out


Bibliografia

mail-1048452_1920

Ti è piaciuto questo articolo? Non perderti i prossimi!

Clicca qui per iscriverti gratuitamente alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sugli ultimi articoli pubblicati e gli eventi in programma!