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Psicoterapia e consulenza di coppia

Psicoterapia e consulenza di coppia

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Opportunità e pregiudizi sul percorso terapeutico che coinvolge entrambi i partner  

Riflettevo recentemente, anche grazie alla bella serata sulla tematica della coppia di cui è stata relatrice in maggio la collega Loredana Arena, sulle sfide e le opportunità che le coppie odierne devono affrontare. Uno degli aspetti che trovo più interessanti in questo momento, è come il modo di stare in coppia, quello che le persone desiderano dall’impegnarsi quotidianamente con il proprio partner, è cambiato nel corso degli anni, eppure utilizziamo la stessa chiave di lettura modellata sulle relazioni dei nostri nonni per i problemi contemporanei. Una maggiore libertà nella scelta dei partner, più esperienze relazionali fatte prima di prendersi un impegno di vita con il/la partner prescelto/a, e la possibilità di terminare la relazione con meno complicazioni di un tempo, offrono molte opportunità di realizzazione personale e di coppia, ma al tempo stesso presentano anche sfide nuove che, forse, siamo poco preparati ad affrontare.

Possiamo, infatti, vedere la coppia come un sistema che si regge sul difficile equilibrio tra la spinta verso la condivisione e quella verso l’autonomia personale. In altre parole, per stare bene in coppia, dobbiamo prima di tutto stare bene con noi stessi, comprenderci e conoscerci. La cosa non è proprio semplice, né scontata. Soprattutto se pensiamo che la coppia non è immutevole e monolitica ma cambia e si evolve con il passare del tempo, e così come noi stessi cambiamo nel corso della vita e dobbiamo accogliere ed accettare questi cambiamenti e imparare a gestirli, così dobbiamo impegnarci a farlo anche all’interno della coppia.

L’idea di terapia di coppia è ancora un argomento difficile da affrontare in Italia, perché si pensa che sia qualcosa che si fa per tamponare una situazione ormai quasi irrecuperabile, un’ultima strada da tentare prima del divorzio. Nella pratica le cose possono essere abbastanza diverse e molto più complesse, e così come ci sono tanti pregiudizi e cattiva informazione sulla psicoterapia individuale, lo stesso avviene per la consulenza di coppia.

Un coppia può arrivare nello studio di un terapeuta per diversi motivi: generalmente sono coinvolte le dinamiche di comunicazione tra i partner che, per qualche motivo si possono essere inceppate o non sono mai decollate, e questo può avvenire in fasi diverse del rapporto di coppia, e influenzare pervasivamente la vita quotidiana, ed avere anche effetti su (o nascere da) problematiche e incomprensioni di natura sessuale.

Ecco alcuni pregiudizi comuni sulla terapia di coppia.

Pregiudizio #1: il terapeuta sarà colui/colei che ci dirà se possiamo continuare a stare insieme o se è meglio che ci separiamo

Il terapeuta non si può mai sostituire alla coppia (come non lo può fare con il singolo) nella presa di decisioni. Quello che può fare è guidare la comprensione della relazione e delle dinamiche di coppia, favorire la comunicazione, e lasciare che sia la coppia stessa a decidere se e come proseguire il proprio percorso.

Pregiudizio #2: il terapeuta darà torto a me e ragione a lui/lei (o viceversa)

Nella terapia di coppia il focus dell’attenzione è la coppia stessa, che è qualcosa di più della somma dei due partner. In una consulenza di coppia, pertanto, non ha senso ed, anzi, è deontologicamente ed eticamente scorretto, prendere le parti di uno dei due partner.

Pregiudizio #3: andiamo in terapia di coppia così finalmente lui/lei cambierà

Come si è detto in precedenza, una coppia è qualcosa di più della somma dei due partner, e pertanto è impensabile che una terapia di coppia efficace possa girare attorno ai “difetti” che uno dei due vuole modificare all’altro. Anche questo passaggio di focus, dai bisogni e richieste individuali a quelli della coppia e come poterli gestire entrambi in armonia è qualcosa che si può elaborare con il terapeuta.

Nel caso in cui, la coppia si trovi in un momento di crisi anche per problematiche più serie di uno dei partner (dipendenze, depressione, ansia …) si può valutare con il terapeuta come affrontarle nello specifico, perché potrebbero esserci dimensioni che può essere più utile e opportuno affrontare in un percorso individuale. In questo caso, è consigliabile che un terapeuta diverso segua gli eventuali percorsi separati, per garantire la privacy delle persone coinvolte e mantenere la caratteristica di accettazione acritica, fondamentale per la buona riuscita della terapia.


La terapia di coppia al cinema

Un film molto carino, che tratta con garbo e ironia un percorso di consulenza di coppia (da cui è tratta la foto di questo post) è “Il matrimonio che vorrei (Hope Springs)“, USA 2012, regia di David Frankel, con Meryl Streep e Tommy Lee Jones, coniugi in crisi, in terapia da Steve Carrell

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