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Quando gli animali migliorano la tua vita

Quando gli animali migliorano la tua vita

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Ricordati però che il tuo cane non è il tuo terapeuta

Nella mia famiglia il rispetto verso la natura e verso gli animali è sempre stato un valore fondamentale. Prima di imparare a scrivere probabilmente già sapevo come si maneggiava un riccio, avevo visto dei girini trasformarsi in rane per poi liberarle vicino un corso d’acqua, e avevo dato da mangiare dalle mie mani ad un gabbiano crocalo.

Cani, gatti, passerotti, tartarughe: la mia vita è sempre stata accompagnata dalla meravigliosa presenza di animali. Non elencherò gli innumerevoli studi che dimostrano quanto sia fondamentale per noi esseri umani essere il più possibile circondati dalla natura. Lo senti nella pancia che stare sotto un albero con il tuo cane è il posto giusto per te.

Nulla della mia esperienza precedente poteva però prepararmi al tornado di emozioni che ho vissuto da quando io e mio marito abbiamo accolto in casa il nostro cane Kiss. Grazie a lui ho conosciuto e lavorato su parti di me che ancora erano rimaste sommerse. Ho conosciuto persone meravigliose che non avrei mai incontrato. Ho sperimentato livelli astronomici di frustrazione e galassie di amore. Ho anche versato tante lacrime e so che ne verserò molte altre.

Avere un relazione, una relazione sana, con il tuo (o i tuoi) animali da compagnia è nutrimento per la tua anima e una fonte inesauribile di spunti per la tua salute mentale e il tuo benessere psicologico.

Ma. C’è un grosso ma.

  • “Abbiamo deciso di prendere un cane così mio figlio diventa più responsabile”.

  • “Papà è rimasto vedovo da poco, lo vedo triste, gli prendo un bel cucciolo vivace così gli fa compagnia”.

  • “Non siamo mai a casa, ma vogliamo prenderci un bel [inserire razza canina di moda in quel momento] perché sono tanto simpatici, tanto abbiamo il giardino”.

Sento molto più spesso di quello che vorrei varianti delle precedenti affermazioni, in pratica ricette per disastri.

  • Suo figlio non lo responsabilizza il cane, ma il suo intervento di genitore.

  • Suo padre è anziano e in lutto e forse ha bisogno dell’ affetto e della presenza de* figl*.

  • Se tornare a casa alla sera è problematico perché nella coppia e/on in famiglia non c’è più dialogo, non è il caso di prendere un oggetto di arredamento da giardino vivente ma magari (re)imparare a comunicare.

Come scrivevo più sopra, gli animali e in particolare i cani, il pet che ci può seguire in molte attività fuori casa, ci possono davvero migliorare la vita. Farci conoscere i nostri limiti, sviluppare comunicazione ed empatia, (ri)scoprire amore e lealtà. Muoverci, uscire, sorridere.

E’ tutto vero.

Ma solo se siamo pront* e abbiamo gli strumenti per fare tutto il lavoro emotivo e psicologico che è necessario per tutte le scoperte meravigliose che ho elencato qui sopra.

L’amore incondizionato che i cani ci riservano non ci deve mai fare dimenticare che è nostra la responsabilità di prenderci cura di loro.
Ne vale la pena fare tutto questo lavoro?
Io penso di sì.

Se siamo pront*.

Il nostro cane, anche se è una creatura meravigliosa non ha la bacchetta magica per risolvere i nostri problemi. E’ garantito che è disponibile a stare al nostro fianco anche nel momenti più bui, ma non può fare lui il lavoro per noi.

Insomma, il tuo cane non è il tuo terapeuta.

Non possiamo pensare essere in grado di raccogliere la sua cacca (reale) se non riusciamo a maneggiare la nostra di cacca (metaforica).

Sul mio profilo instagram @sara_psicologiabenessere ho avuto l’opportunità di esplorare, con chi ha voluto condividere la sua storia e il suo punto di vista, le parti più belle e più difficili della convivenza con gli animali, incluse diverse testimonianze personali molto forti su questo ultima tema. Le trovi tutte salvate nelle mie storie in evidenza nella cartella “Pets & Happiness“.