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No, non stai male perché non ti ami abbastanza

No, non stai male perché non ti ami abbastanza

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Smettiamo di diffondere questa narrazione disfunzionale secondo cui le malattie (fisiche e mentali) arrivano solo a chi non si ama abbastanza

Interno giorno. Studio medico. Io che mostro il referto che conferma che ho la tiroidite di Hashimoto (diagnosi che mi sono andata a cercare da sola, ma è un’altra storia). Dall’altra parte “eh … le malattie autoimmuni vengono a chi non si ama abbastanza”.

Quel* medic* non mi ha più vista.

Purtroppo questa scuola di pensiero, un tantinello hameriana, secondo cui le malattie (sia fisiche che mentali) arrivano solo alle persone che non si amano abbastanza è più diffusa di quello che si pensi. E fa più danni delle malattie stesse.

Fa parte di quella narrazione disfunzionale del benessere secondo la quale, se non si sta bene, la responsabilità (leggi colpa) è nostra, perché rifiutiamo di amarci, come se non ci fosse una quantità spropositata di fattori che si combinano e danno origine a quadri clinici diversi. Come se l’amore fosse semplice. Come se l’amore fosse la stessa cosa per tutt*. Come se l’esperienza di essere amat* fosse resa facilmente alla portata di tutt*.

Come se vivessimo in una cultura che fa sentire tutt* rappresentat* e accolt*.

Provare a volerci bene è inutile, quindi? No. Certo che è importante. Ma non è la panacea di tutti i mali. E soprattutto, non è detto che sia un obbiettivo percorribile sempre, e per tutt*. Io direi che prima di pretendere che 7 miliardi di persone si amino, come unica strategia per la risoluzione dei nostri problemi, ci sono altri punti più urgenti a cui fare attenzione.

Forse se smettessimo di comunicare sempre e comunque facendo paragoni, classifiche, gerarchie. Se provassimo ad affrontare il tabù che benessere e malessere sono due facce della stessa medaglia e che nessun* di noi viene al mondo per rimanerci per sempre.

Forse se cominciassimo a parlare di diritti. Diritto di prendere spazio, di usare la propria voce. Di diritto al rispetto, al lavoro, alla salute, alle pari opportunità. Diritto al gioco, al divertimento, a sbagliare. Tanto per cominciare.

Nel frattempo, per chiunque voglia farti credere che se non stai bene è perché non hai seguito pedissequamente tutti passi del gioco dell’oca del perfetto essere umano, fai anche tu come Yzma, abbassa la leva.

Sono una psicologa psicoterapeuta e lavoro a Rovigo e online. Mi occupo del benessere psicologico di adulti e adolescenti.