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Normali reazioni umane ad una pandemia globale

Normali reazioni umane ad una pandemia globale

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Normali reazioni umane ad una pandemia globale che non dobbiamo patologizzare o trattare come anormali

In questo periodo c’è stata un po’ la corsa a cercare di prevedere quali sono/saranno le conseguenze psicologiche di questa pandemia nella popolazione italiana e mondiale. Insieme ad altrx colleghx ritengo che dobbiamo essere molto cautx come professionisti della salute mentale a fare uscire questo tipo di affermazioni quando, in realtà, ci mancano i precisi dati clinici per poter fare delle valutazioni circostanziate. La verità è che la maggior parte delle conseguenze le vedremo tra mesi o anni.

Non dimentichiamoci che anche noi professionistx sanitarx stiamo vivendo da dentro questa emergenza e, quindi, non è né facile né scontato offrire uno sguardo esterno e neutro, come generalmente siamo abituatx a fare nel nostro lavoro.

Al momento le uniche probabili conseguenze negative a breve termine su cui è sensato esprimersi sono quelle che possono vivere i/le pazienti guaritx, soprattutto chi è statx ricoveratx in terapia intensiva o subintensiva e le persone a loro care, il personale sanitario e parasanitario (e intendo per esempio, anche il personale addetto alle pulizie) che sta affrontando l’emergenza in prima linea, e le persone che hanno subito dei terribili lutti sospesi, che non hanno potuto essere elaborati con le ritualità tradizionali.

Per il resto delle persone, tutto ciò che di spiacevole o comunque di diverso dalla nostra quotidianità pre-pandemia che stiamo provando, al 90% rientra tra le normali reazioni umane ad una situazione straordinaria come questa. Questo non significa che non dovremmo preoccuparcene o che queste reazioni non ci stiano portando sofferenza, ma che non dobbiamo patologizzare quelli che sono naturali meccanismi di difesa a situazioni stressanti prolungate nel tempo.

Ecco una lista (ovviamente non esaustiva) di quello che ci potrebbe accadere in questo momento:

Elenco originale di Trauma & Co., traduzione italiana a cura di Sara Colognesi

  • Difficoltà con il cibo e l’alimentazione
  • Riacutizzazione di comportamenti compulsivi o di dipendenza
  • Pensieri, ricordi o paure ossessive e/o intrusive
  • Paura, ansia e panico generalizzati
  • Depressione, dissociazione, shutdown, senso immobilità
  • Sentimenti di abbandono, solitudine o isolamento
  • Sensazione di perdita di controllo o impotenza. Confusione
  • Ansia economica, o per il cibo o altri bisogni primari
  • Riattivazione o riacutizzazione di traumi passati
  • Maggiore ansia verso la propria salute (in relazione al Covid19 o altro)
  • Sentirsi non ascoltatx o non vistx in mezzo a tutte le storie raccontate
  • Sensazione che le proprie necessità croniche siano ignorate
  • Pensieri e sentimenti che riguardano la morte o il morire
  • Nuovi e vecchi lutti
  • Emozioni e sentimenti di rabbia, irritazione e frustrazione
  • Prendersi cura di altre persone a discapito di se stessx
  • Sentirsi esaustx, affaticatx, senza motivazione, letargicx
  • Iperfocalizzazione, picchi di energia, continuare a “fare” per distrarsi
  • Riacutizzazione di problematiche croniche

Se ti riconosci in uno o più punti di questo elenco, cerca di non giudicare le tue reazioni: ti stai solo comportando da essere umano! Se, però, senti che questo tipo di reazioni ti stanno pesando troppo e senti la necessità di chiedere aiuto, va bene!

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Sono una psicologa psicoterapeuta e lavoro a Rovigo e online. Mi occupo del benessere psicologico di adulti e adolescenti.