Home
Tempo di diventare antirazzisti

Tempo di diventare antirazzisti

Print pagePDF pageEmail page

Cosa faremo domani, quando l’eco delle proteste per l’omicidio di George Floyd sarà solo un ricordo?

Un fattore chiave nel mantenimento della supremazia del corpo bianco è il rifiuto da parte di molte persone di sentire il dolore pulito creato dal mito della razza. Invece, di solito a causa della paura, queste persone scelgono il dolore sporco del silenzio, dell’evitamento e, invariabilmente prolungano quel dolore

Queste sono le parole di Resmaa Menakem, un terapeuta di Minneapolis, con lunga esperienza nel campo del trauma, soprattutto nel trauma che quotidianamente persone nere e poc (person of color) vivono a causa del razzismo sistemico, con particolare riferimento al campo dell’epigenetica che sta cominciando a comprendere come i traumi possano tramandarsi di generazione in generazione.

Quando è scoppiato il caso di George Floyd e le ribellioni e le proteste che sono conseguite, ho proseguito una riflessione, tante volte cominciata e mai davvero portata avanti: ovvero la mia responsabilità di cittadina bianca che vive in un paese che non ha mai fatto i conti con le proprie atrocità #coloniali, che sembra aver dimenticato le leggi razziali e che tutt’oggi pratica una discriminazione razzista e sistemica verso chiunque non abbia l’aspetto di un italiano medio di 50 anni fa.

Ho poi pensato al mio ruolo di terapeuta: dovrei essere veicolo di prevenzione e guarigione dalla sofferenza, sono, invece, forse anche io un ingranaggio razzista di una disciplina tremendamente eurocentrica, bianca e coloniale? E mi sono risposta di sì.

C’è tanto lavoro da fare. E non certo solo ora, nel momento dell’indignazione collettiva.

Perché chi si occupa di attivismo e giustizia sociale sta dicendo giustamente da tempo di essere stancx: di impegnarsi in solitudine in una battaglia che si combatte sulla propria pelle e nel frattempo dover spiegare, supportare e accompagnare la fragilità bianca nel comprendere la sua lotta.

Io penso di avere il dovere di studiare, imparare e riflettere. Ma soprattutto agire.

Mettere il mio corpo bianco, fisicamente ed emotivamente, a protezione dei corpi neri e poc, perché dobbiamo fermare l’eredità di questo trauma.

E’ il meno che possiamo fare, dopo secoli di oppressione perpetrata da chi ha la nostra stessa pelle bianca.

E tu cosa farai da domani?

Sono una psicologa psicoterapeuta e lavoro a Rovigo e online. Mi occupo del benessere psicologico di adulti e adolescenti.