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Se diventare adulti non è più di moda

Se diventare adulti non è più di moda

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Riflessioni su una fase di vita che sembra perdersi tra un’adolescenza senza fine e una vecchiaia da evitare.

Dove sono finiti gli adulti? Ogni tanto me lo chiedo. Sembra che l’età adulta sia una fase della vita umana che non ci interessa. Giustamente, si parla moltissimo di infanzia, è importante che ci preoccupiamo che i bambini crescano bene: sicuri e felici.

Si parla in maniera altrettanto estesa dell’adolescenza: quella fondamentale parte della vita in cui tra mille sconvolgimenti si cerca di capire chi siamo e chi vogliamo diventare.

Si parla ancora molto poco forse dell’età anziana, anche se è argomento di cui si cerca sempre di più di occuparsi, sia per motivi etici che per il fatto che nel nostro paese l’età media di sta alzando sempre di più.

“Se una società vuole veramente proteggere i suoi bambini, deve cominciare ad occuparsi dei genitori”.

– John Bowlby

E gli adulti?

Mi sembrano schiacciati tra una adolescenza che, per tanti motivi economici e sociali, si prolunga sempre di più e la ricerca di una eterna giovinezza. In questo tira e molla, quando ti resta il tempo per essere davvero adulto? Chi si prende cura degli adulti e delle mille difficoltà che vivere in questa fase di vita comporta?

A 31 anni si viene generalmente esclusi da qualsiasi tipo di programma che sia rivolto ai “giovani” (qualcuno mi dovrà prima o poi spiegare questa parola che cosa significa), ma vorrei chiedere quanti 31enni italiani si sentono davvero adulti.

Essere adulti non è, dunque, una questione di età anagrafica. Ma non lo possiamo determinare nemmeno utilizzando le classiche pietre miliari del matrimonio e della genitorialità, perché nel mondo occidentale si tende ad unirsi ad un’altra persona o ad avere figli in età più avanzata, ed in ogni caso, una persona non sposata o sposata ma senza figli non può non essere considerata un adulto.

Quindi, non è nemmeno una questione di tappe fondamentali.

E’ chiaro che così come l’adolescenza, che è “un’invenzione” dell’epoca moderna, anche l’essere adulti può essere considerato un costrutto sociale che muta insieme ai tempi e insieme alle evoluzioni di culture e nazioni.

Se il tempo che scorre e la società non ci aiutano a stabilire quando davvero si entri nell’età adulta, allora forse è il caso di rivolgersi a noi stessi.

Ammettere a se stessi e agli altri di essere davvero degli adulti in questa società contemporanea richiede una buona dose di consapevolezza e una manciata abbondante di coraggio.

Perché un adulto è una persona che ha la libertà di decidere per se stesso, ma se ne deve assumere anche la responsabilità. Un adulto è una persona che non cerca di fuggire dal tempo che scorre rifugiandosi nell’illusione della giovinezza adolescenziale, ma è qualcuno che prende decisioni importanti riguardo a se stessi e agli altri, pesando conseguenze e opportunità. E’ una persona che si prende la briga di partecipare alla vita politica e sociale, si informa, fa domande, riflette.

In altre parole, essere adulti non è qualcosa di particolarmente eccitante che si posta con roboanza sul proprio profilo Facebook, è un vivere silenzioso che ci accompagna quotidianamente. Essere adulti significa anche essere sufficientemente consapevoli di se stessi e di cosa significhi emozionarsi ed affrontare i propri errori, che quando i bambini e gli adolescenti si rivolgono a noi per una guida, un consiglio, un esempio, siamo in grado di guardarli negli occhi e rispondere senza mentire o inventarci un mondo inesistente. Essere adulti significa anche essere in grado di capire quando è il momento di cominciare ad occuparsi seriamente del benessere dei propri genitori che stanno invecchiando.

Insomma, essere adulti è un lavoro duro, diverso per ciascuno di noi, ma il cui premio è la possibilità di essere davvero presenti e protagonisti della nostra vita.

Spesso, però, mi sembra che non ci si occupi a dovere degli adulti. Adulti che hanno a che fare con il futuro incerto proprio e dei propri fogli. Con la disoccupazione, la crisi e una società che ti dice che puoi avere tutto ma non ti regala nulla. Ho davvero l’impressione, a volte, che a livello politico, sociale, medico e psicologico si dia per scontata l’età adulta. Ma non possiamo davvero permetterci di lasciare da soli gli adulti con il loro carico di responsabilità. Possiamo pensare di prenderci cura e incoraggiare anche chi con audacia e forse un po’ di incoscienza osa cercare di essere adulto? Dobbiamo occuparci degli adulti, perché farlo significa prendersi cura della società e darci maggiori possibilità.

Concludo questo post con una citazione regalatami su un segnalibro da una mia carissima amica e stimata collega, che spesso rileggo quando mi sembra di diventare preda del tempo che passa.

“Per diventare giovani, veramente giovani, ci vuole tempo.”

– Pablo Picasso