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Bassa soglia del dolore: arriva il corso di recupero

Bassa soglia del dolore: arriva il corso di recupero

Scherzavo: il dolore cronico va preso in carico seriamente e la frase “hai una bassa soglia del dolore” clinicamente non significa nulla

Se soffri di una malattia cronica che ha tra le sue caratteristiche il dolore, magari cronico pure quello, ti sarai sentit* dire che

HAI UNA BASSA SOGLIA DEL DOLORE

e questa informazione ti è stata probabilmente data come spiegazione di come stai e come biglietto di sola andata del tuo problema: sei hai male, sono cavoli tuoi.

Il dolore non è un allegro hobby: è un segnale di qualcosa che non va. Se si cronicizza, smette di essere solo un segnale e diventa una patologia.

NON.E’.MAI.UNA.TUA.MANCANZA.

E non è solo un tuo problema: fa parte della gestione della tua malattia e deve essere preso in carico sia da* professionist* che ti seguono, sia dalle persone con cui condividi la vita.

Ti  immagini una persona con febbre a 40 a cui viene data come unica spiegazione e cura di ciò che sta accadendo “HAI LA TEMPERATURA CORPOREA ALTA”!

Perché con il dolore dobbiamo farci bastare (come pazienti, care givers e professionist* sanitar*) quelle 6 parole assurde?

Al di là della dibattibile veridicità della frase (chiunque soffre di dolore cronico vi potrà raccontare degli sforzi titanici che compie quotidianamente per agire le azioni più semplici, il tutto mentre il corpo ti grida “chessstaiafffaaaaaa, ho maleeeee!” – bassa soglia del dolore un paio di biglie), dobbiamo renderci conto che non è e non può essere la conclusione del percorso di gestione del dolore cronico di chi ne soffre.

Se davvero vogliamo occuparcene, dobbiamo farla diventare, semmai, un punto di inizio

Sono una psicologa psicoterapeuta e lavoro a Rovigo e online. Mi occupo del benessere psicologico di adulti e adolescenti.

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